Esclusiva Gigi Molena: “Vogliamo riconfermarci tra i grandi. Elisa Molinarolo alle Olimpiadi, un sogno”

Dopo l’intervista con Julyan Stone ci rituffiamo nell’atletica: il protagonista dell’intervista di oggi è Luigino “Gigi” Molena, presidentissimo della società Atletica Riviera Del Brenta: la figura apicale della società veneziana si è raccontata in esclusiva al nostro blog, parlando di quello che è il suo lavoro al di fuori dell’atletica, del rapporto con la vice-presidente Manuela Levorato, dell’idea di costruzione della squadra, dell’annata 2021 davvero da incorniciare e di obiettivi futuri, senza – naturalmente – dimenticarsi di Elisa Molinarolo, simbolo della società ed atleta olimpica. Ecco le parole di “Gigi”, in quella che è un’intervista fatta per promuovere ulteriormente quello che è il rapporto di collaborazione iniziato dopo la stagione indoor 2021.

Intervista

Ciao Gigi, sei il Presidente dell’Atletica Riviera Del Brenta, ma partiamo un po’ da te. Qual è il tuo lavoro nella vita di ogni giorno al di fuori dell’atletica?

“Nella vita di ogni giorno faccio il medico di base, medico di famiglia a Maerne di Martellago, ormai da molti anni mi dedico a questo con molta passione, soprattutto in questo periodo complicato dal punto di vista sanitario. Ovvio che il lavoro soprattutto negli ultimi 2 anni mi porta via molto tempo, quindi gestire lo spazio per l’atletica non è così semplice, quindi come sempre si vorrebbe fare di più ma si arriva dove si arriva, perché comunque nessuno di noi lo fa per lavoro e bisogna far coincidere tutto con il lavoro, i problemi familiari e ritagliarsi il tempo per gestire la nostra passione che è l’atletica.”

Come detto, sei presidente dell’ARDB, ma partiamo dagli inizi: da dove parte la passione per l’atletica e chi te l’ha trasmessa? Ha praticato atletica in carriera? Che specialità facevi?

“In gioventù facevo atletica, ero mezzofondista con risultati molto mediocri anche perché ho dovuto smettere presto perché in famiglia era più importante dedicarsi allo studio e non allo sport. La passione per l’atletica c’è sempre stata ma me l’ha fatta scoprire Adriano Perrone, insegnante di atletica dell’Assindustria e mio professore a scuola, poi quando mia figlia ha iniziato ad interessarsi all’atletica sono entrato a piedi uniti in questo bellissimo sport, il vecchio presidente di ARDB Michele Stellon mi ha chiesto di aiutarlo e ben volentieri sono entrato in questa famiglia.”

La Riviera Del Brenta è nata nel 2009 dopo la fusione tra due società, da dove parte questa idea? Ce la racconti?

“Nel 2009 si ipotizza questa fusione tra Libertas Dolo e Libertas Mira, l’ idea era unire le forze per superare il discorso che il piccolo campanile deve gestire il suo piccolo nucleo di atleti. Visto che il territorio proponeva questa Riviera che è famosa in tutto il mondo abbiamo pensato di unire la bellezza del territorio all’attività sportiva e raccoglie gli atleti da Stra fino ad Oriago e tutta la zona della Riviera.”

Ora la tua società è una realtà comunque consolidata del panorama nazionale, quanto è stato complicato far crescere l’ARDB negli anni e che difficoltà hai incontrato soprattutto nel primo periodo e quali oggi?

“Come detto sono entrato nel 2009 con Michele e ci siamo dati una mission: intorno a noi c’era una certa diffidenza, soprattutto tra i vecchi dirigenti, i vecchi tecnici non vedevano di buon occhio la nostra proposta di fusione e mancava la progettualità per pensare in grande, per far crescere questa società. Un passetto alla volta abbiamo cercato di crescere dal punto di vista qualitativo e quantitativo: siamo partiti con pochissime decine di atleti ed ora ne annoveriamo più di 500, a livello agonistico e qualitativo i progressi fatti sono sotto gli occhi di tutti. Il primo step è stato nel 2013 quando abbiamo vinto il titolo regionale con le cadette: primo segnale che il lavoro fatto era buono. Poi siamo entrati nel mondo dei grandi con le allieve, le assolute, fino ai risultati eclatanti di questo 2021 dove ci siamo piazzati quinti in Finale Oro. Le strutture purtroppo non ci sostengono, la pista di Mira è ridotta ai minimi termini a tal punto che gli atleti di un certo livello non si allenano più a Mira ma vanno a Mestre o a Dolo perché altrimenti rischiano infortuni. Stiamo cercando contributi per rifare la pista, ma è una lotta durissima.”

Tra le vostre fila avete avuto il piacere di annoverare una grande campionessa come Manuela Levorato, ora vice-presidente di ARDB, che rapporto hai con Manuela e quali qualità dell’atleta e della donna ti hanno colpito prima di tutto?

“Con Manuela fin da sempre c’è stato rapporto di amicizia, collaborazione e stima reciproca che non saprei come definire. Nutre fiducia in me e nelle attività che stiamo svolgendo con il direttivo, la stima che ho io per lei è infinita, non posso far altro che annoverare i suoi risultati, le sue medaglie… ma quel che mi ha sempre colpito è la sua integrità morale ed il distacco dal dubbio dell’uso di sostanze dopanti che c’è sui grandi atleti. Ha sempre combattuto questa cosa e continua a farlo con grande forza. Fuori di dubbio che quando ti presenti con Manuela Levorato è importante, mi aiuta molto sul discorso della pista di Mira, sta sondando tutti i canali e si sta facendo in 4 per trovare una soluzione che effettivamente sta diventando un grosso problema anche per la categoria giovanile. Manuela è affezionata in maniera viscerale alla pista di Mira anche se era originaria di Dolo-Cazzago, a nome suo è stata realizzata la pista di Dolo, ma sentimentalmente è legata alla pista di Mira.”

Il percorso di crescita di una società va di pari passo con una crescita delle atlete provenienti dal settore giovanile o che – quantomeno – vestono la maglia ARDB: da Rebecca Borga a Greta Brugnolo, il talento più grande del settore giovanile che avete in casa. Quanto è stato importante la presenza di atlete di questo calibro per crescere a livello nazionale e non?

“A Greta sono legato ad un sentimento enorme, è cresciuta dal primo anno esordiente con noi, è nata qua in ARDB come atleta, facendo tutti i passaggi di categorie con risultati che conosciamo. Le atlete che abbiamo e che sono passate per la Riviera Del Brenta sono uno stimolo per tutte le ragazze che cercano di imitarle e si allenano con costanza perché vedono che i risultati possono arrivare con l’abnegazione, la voglia, la passione. Rebecca Borga, Elisa Molinarolo, sono atlete che hanno doppio valore quando le hai all’interno della tua società. L’atletica nel 2021 ha vissuto uno splendore enorme, tra l’altro essendo sport all’aperto ed individuale non ha avuto grosse limitazioni con il covid ed abbiamo avuto un ritorno di presenza di ragazzini che non potendo andare in palestra o piscina si sono riversati in campo di atletica.”

Passiamo ad oggi. Una storica partecipazione Olimpica di una grande atleta come Elisa Molinarolo a darvi visibilità: come è nato il rapporto con Elisa, che atleta e ragazza hai trovato e cosa vuol dire per voi avere un’atleta olimpica in squadra?

“Man mano che la società cresce ha bisogno di integrare qualche atleta esterna che non nasce ARDB, perché per competere con le altre società a livello italiano devi aver coperto tutte le specialità alla massima potenzialità possibile. Con Elisa il rapporto è nato 2 anni e mezzo fa, lei era tesserata con la Coin, che ha avuto problemi societari e lei si è rivolta a noi, da lì è sfociato questo amore tra ARDB e lei, è una ragazza di un’umanità fantastica e di una disponibilità unica, è un traino per tutti, è sempre la prima ad incitare e stimolare le altre, poi basta pensare che fa l’atleta professionista lavorando, è un doppio valore aggiunto. Quando ci siamo trovati la prima volta a parlare del suo passaggio in ARDB eravamo io, lei e Marco Chiarello, subito è scattata questa molla del puntare a Tokyo, entusiasmo da entrambe le parti, credendo in quella che pareva essere un’utopia ma pian piano è diventata realtà: credendo ai sogni poi si realizzano.”

Un 2021 da urlo tra Olimpiadi ma non solo, grazie alle maglie azzurre Greta Brugnolo ed Emily Conte: che atlete sono, ci racconti il loro percorso?

“Emily diventa difficile considerarla esterna perché ormai è con noi da tanto tempo e collaboriamo su tutto con il suo tecnico Stefano Grosselle, ovviamente è una doppia soddisfazione avere un’atleta olimpica e 2 atlete che vanno agli Europei e Mondiali giovanili, sono soddisfazioni incredibili che riempiono il cuore di gioia. Emily ha fatto lo stesso percorso di Greta, passo dopo passo è cresciuta vincendo titoli italiani di categoria, le prospettive sono importanti. Il sogno per tutte e 3 dovrà essere Parigi 2024.

Prima partecipazione alla finale Oro, quinto posto di squadra, che emozione è stata e quali sono i segreti di questo successo?”

“Come abbiamo detto prima per Elisa, crederci ai sogni. Siamo arrivati alla Finale Oro da ripescate, la qualificazione pre covid era per la finale argento, poi le varie società devono confermare i punteggi e ne abbiamo ottenuto uno altissimo, che ci ha permesso di essere ripescate in oro con tutti i meriti del caso. Quando arrivi in oro punti a rimanerci, l’obiettivo era rimanerci. Poi arrivati a Caorle abbiamo fatto molto di più e ci siamo presi il quinto posto. Esperienza memorabile, non ho mai visto un affiatamento così tra tutte le ragazze, una gioia, un’entusiasmo incredibili, questo aiuta a supportare tecnica e risultati. C’era uno stimolo ed un entusiasmo incredibili, vorrei ricordare Irene Vian, altra grande atleta e grande trascinatrice.”

Quali sono le idee societarie di costruzione del team e che obiettivi ti poni?

“L’obiettivo naturalmente è tornare ai fasti più alti con il settore giovanile, già questa stagione con le cadette ci sono stati ottimi risultati ma stiamo lavorando molto perché sia potenziato il nostro settore giovanile sfruttando questo incremento di numeri. Bisogna ritornare in alto partendo dal basso, con le categorie giovanili fino al settore assoluto. L’obiettivo è ripetere il 2021 perché chiedere di più di quanto fatto è difficile. Ho la fortuna di avere con me un gruppo direttivo che funziona bene, ognuno è nel suo ruolo. La difficoltà più grossa è trovare sponsor validi, perché più la squadra cresce più alte sono le esigenze economiche della squadra. Ho sempre attuato la politica dei piccoli passi ma si cerca sempre di migliorarsi. La nostra ambizione è ripartire con la Maratonina dei Dogi, evento grosso che noi organizziamo come società e per 2 anni ci ha visti dover rinunciare, poi il 3 aprile 2022 torneremo con tutte le nostre energie a proporre questa mezza maratona che è spettacolare.”

Siete impegnati nel sociale, organizzate la Dogi’s Half Marathon, ci parli in particolare di entrambe le cose?

“Cerchiamo sempre di impegnarci con varie manifestazioni che abbiamo in calendario sia quelle di tipo federale come i cross provinciali ed eventi collaterali come gli eventi su strada ed eventi benefici come la Corsa dei Babbi Natale che faremo il 5 dicembre per raccogliere fondi. Abbiamo sempre fatto la manifestazione a gennaio per Massimo Rampado, dove vengono raccolti fondi per la famiglia, cerchiamo di dare una mano dove si può. Nel 2020 ci siamo trovati tra capo e collo questa maledizione covid, la manifestazione si doveva fare il 5 aprile ma a marzo sono partite le varie chiusure, i vari lock-down, eravamo pronti e ci siamo trovati bloccati. Nel 2021 non si son fatte manifestazioni su strada, adesso sperando che le cose non tornino a peggiorare dovremmo ripartire. Appuntamento per tutti al 3 aprile 2022, che dovrà essere una ripartenza per tutti, sotto tutti i punti di vista.”

Da uomo di sport e di atletica, cosa pensi dell’atletica veneziana nel complesso? Che difficoltà stai incontrando con le limitazioni legate al covid? Come se ne esce?

“Tutto sommato dobbiamo ritenerci fortunati perché le attività su pista si sono svolte con tutti i protocolli e siamo riusciti ad andare avanti. La speranza è che questa benedetta pandemia possa avere una fine e si possa tornare alla normalità. Per quanto riguarda il veneziano questo è l’altro mio grande sogno, oltre la pista di Mira da rifare, ossia convincere i colleghi presidenti a creare una sorta di atletica veneziana perché è il momento di superare certe barriere, certi campanilismi e creare una situazione di maggior risalto per quanto riguarda l’atletica nazionale ed una collaborazione che porterebbe risultati migliori per tutti. Integrazioni e collaborazioni sono sempre un valore aggiunto, non sono una perdita di identificazione per le società. Ci sono atlete che si conoscono da tempo, vanno ai vari raduni nazionali e manifestazioni nazionali/internazionali quindi è più facile che si trovino e la loro integrazione cresce di volta in volta. Vorrei proporre nel settore assoluto un mettere insieme le forze in modo da trattenere tutti i talenti locali creando sinergia tra società, senza sminuire i meriti delle singole società.”

Ringraziamo Gigi Molena per la grande disponibilità e gli auguriamo un 2022 ricco di successi e soddisfazioni

Pubblicato da Lele

Atleta amatoriale e giudice di gara, appassionato di atletica e basket

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